CondividiIl 10 agosto e' la notte di San Lorenzo in cui si avverano i desideri! Regala una stella ad amici e parenti!
Ecco quando, dove, come vedere le stelle cadenti
L’appuntamento con le stelle cadenti del 10 agosto è divenuto ormai un rito e in effetti è nel mese di agosto che la Terra entra nell’orbita della costellazione di Perseo che determina la spettacolare pioggia delle “stelle” (meteore) dette Perseidi.
Il primo passo per essere sicuri di non rimanere tutta la sera con il naso all’insù senza essere riusciti a vedere un frammento di stella cadente al quale confidare il vostro desiderio, è andare in un posto non illuminato.
Vanno bene montagne, spiagge, campagne, zone fuori città.
Non ve ne pentirete, oltre alla possibilità di scorgere le bramate stelle cadenti, potrete godere di uno degli spettacoli più belli della natura: un cielo stellato mozzafiato!
Una volta raggiunta la zona prescelta dovrete muovervi nel buio più completo e fare lo slalom fra altre persone che avranno avuto la vostra stessa idea.
Non dovete farvi mancare un plaid da stendere a terra. A questo punto, spazio alla fantasia.
Le stelle si lasciano ammirare, bramare, ma non concedono a nessuno la certezza di averle.
Così sarà indispensabile che il sognatore sia lesto ad affidare alla stella che cade il primo desiderio che gli sovviene, chiudendo gli occhi, ovviamente, senza troppo pensarci. Se l’astro capisce la bontà del desiderio, si dice, morirà pur di farlo avverare.
Canzoni dedicate alla Notte di San Lorenzo
La notte di San Lorenzo - Cristiano de Andrè
Notte di San Lorenzo - Franco Simone
Le origini della Notte delle Stelle cadenti
Le stelle cadenti sono state definite in diversi modi “stelle cadenti dei desideri”, “lacrime di San Lorenzo”, per gli astronomi sono rigorosamente le Perseidi, cioè le meteore, (polveri spaziali, esito di frammenti di roccia o di ghiaccio rimasti sospesi nello spazio dopo l’ultimo passaggio della cometa Swift Tutle), che sembrano provenire dalla costellazione di Perseo.
Secondo la tradizione popolare la notte di San Lorenzo è dedicata al martirio di Lorenzo, arcidiacono della chiesa di Roma nel corso del breve papato di Sisto II.
Il Santo assisteva il papa nella celebrazione dei riti, distribuiva l’Eucaristia e amministrava le offerte fatte alla Chiesa. Durante la persecuzione cristiana, voluta dall'imperatore romano Valeriano nel 257, alla richiesta di consegnare i beni della Chiesa, Lorenzo chiese tre giorni di tempo, che gli furono concessi. Radunò i poveri e i malati da lui assistiti, li condusse al cospetto del prefetto dicendo: <<Ecco, i tesori della chiesa sono questi!>>.
Per questo venne condannato a morte il 10 agosto del 258 d.C.
La leggenda di San Lorenzo racconta che fu condannato ad una morte lenta e atroce, legato su una graticola poggiata sui carboni ardenti.
Le lacrime di San Lorenzo
La pioggia di meteore proprio in prossimità della ricorrenza della morte del santo fece sì che il fenomeno fosse collegato dalla tradizione popolare al martirio di Lorenzo.
Le stelle cadenti vengono dette “le lacrime di San Lorenzo” perché secondo le credenze popolari sarebbero le lacrime versate dal santo durante il suo martirio, che vagano eternamente nei cieli e scendono sulla terra la notte del 10 Agosto, giorno in cui San Lorenzo morì.
Questa tradizione è così radicata e evocativa che anche il grande poeta Giovanni Pascoli vi dedicò un canto, chiamato X agosto, in cui rievocò la morte del padre ucciso in un'imboscata proprio quel giorno.
In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca : «Stella, mia bella stella, desidero che…».
E si aspetta che l’evento desiderato si avveri durante l’anno.
I fuochi di San Lorenzo
Nella tradizione popolare, le stelle del 10 agosto sono anche chiamate “fuochi di San Lorenzo”, poiché ricordano le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo.
Questa è la storia di San Lorenzo più conosciuta ma è probabile, tuttavia, che Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato come papa Sisto II e gli altri vescovi.
Nell'immaginario popolare l'idea dei lapilli volati in cielo ha preso piede, tanto che ancora oggi in Veneto un proverbio recita: «San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti».
I sette bagni di San Lorenzo
Secondo un’altra tradizione, in Romagna, il giorno di San Lorenzo ci si deve immergere sette volte in mare, per purificarsi e per attirare a sé fortuna e felicità. Per questo motivo, fin dall'antichità in questa giornata vi era sulla riviera romagnola un grande afflusso di bagnati, provenienti dalla campagna, speranzosi di veder le loro malattie portate via dal mare e di propiziarsi un anno migliore e più fortunato.
La stessa leggenda, in chiave cristiana giustifica l'usanza con un'apparizione di San Lorenzo, avvenuta a Cervia, quando la cittadina fu colpita dalla febbre malarica. Si narra infatti che il Santo apparve in sogno ad una ragazza malata, indicandole la via della guarigione nelle acque salmastre, che avrebbero donato ai bagnanti i sette doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timore di Dio.
Così per estensione, e per paura di future epidemie, ogni anno tutti i paesani della Romagna iniziarono a bagnarsi sette volte in mare il giorno di San Lorenzo.